Alfabetizzazione: una speranza per i disabili del Nicaragua
“Io sì che posso”: è il metodo che sarà usato per insegnare a leggere ed a scrivere a quasi mezzo milione di persone diversamente abili in Nicaragua. Lo ha reso noto alcuni giorni fa Orlando Pineda, famoso pedagogo e coordinatore della missione di alfabetizzazione iniziata nel 2006. Pinda ha aggiunto che numerosi e grandi sono gli sforzi che si stanno compiendo per insegnare a leggere e scrivere a persone non vedenti, sordomute e invalide. In Nicaragua sono oltre 120 gli organismi di persone con handicap, che raggruppano circa 400 mila membri e che hanno sollecitato aiuto e sostegno per insegnare a leggere e a scrivere. Pineda ha inoltre spiegato che nel caso dei non vedenti verrà utilizzato il metodo “Io sì che posso Braille”, elaborato dagli specialisti cubani. Dopo la vittoria elettorale del sandinismo nel novembre scorso, il nuovo governo del presidente Daniel Ortega ha annunciato la realizzazione di una nuova missione di alfabetizzazione, con l’appoggio logistico di Cuba e del Venezuela. Questa missione, il cui obiettivo è dichiarare il Nicaragua “Territorio libero dall’analfabetismo” per l’agosto del 2008, includerà anche le comunità indigene della Costa Atlantica, i cui membri saranno alfabetizzati nelle loro lingue materne. Gli specialisti cubani e nicaraguensi hanno tradotto i manuali di “Io sì che posso” in Misquito e in Mayangna, le due principali lingue indigene della regione. Nel 1980, al termine della prima Missione Nazionale di Alfabetizzazione fomentata dal precedente governo sandinista, il tasso di analfabetismo, che toccava il 35%, si era ridotto al 12%.
Francesco Demofonti
20070403
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