Allegro moderato, docu-film su orchestra Bollani e disabili

Tre mani sulla fila di tasti bianchi e neri, due del pianista Stefano Bollani, l’altra di una bimba, Maria Chiara, chiudono Allegro Moderato, il documentario sull’Orchestra Esagramma presentato in anteprima a Roma. La pellicola racconta, attraverso la voce dell’attrice Barbara Bobulova, il percorso formativo di un’orchestra sinfonica speciale: i suoi musicisti sono ragazzi diversamente abili e educatori che insegnano loro a suonare strumenti come il violoncello, l’arpa e il violino. Il percorso formativo inizia alla scuola di musicoterapia. Di qui si approda all’Orchestra, attraverso lezioni individuali. Tra lo strumento e il neo-musicista, s’instaura un’empatia, una complicità emozionale, che va oltre la tecnica: “Io, Maria Chiara - legge la Bobulova dal testo colorato - come faccio ad andare piano. Il pianoforte mi dice ‘devi essere forte per mantenere quest’impegno con l’Esagrammà”. Supporto per le corde dell’animo, gli strumenti parlano al cuore della piccola musicista: “Il tamburello ha delle piccole ruote di metallo, mentre lo suono giro in tondo; il violino, ‘Attenzione, stai attenta Mary’; le Maracas, mentre le suono sembra che la mia mente si scuote; Timpani, che passione, brillo di gioia”. Sono le sensazioni della bimba che compare nella scena finale con Stefano Bollani ma anche il paradigma dell’esperienza di tanti ragazzi dell’Orchestra. “Per rispettare la sensibilità dei musicisti - spiega la regista Patrizia Santangeli - abbiamo preferito ambientare le riprese nel backstage delle lezioni con la cosiddetta tecnica dell’errore creativo, dove l’errore nel dietro le quinte, non solo è ammesso ma diventa una specialità”. Uno sfondo nero, invece, è la cornice per le testimonianze di genitori e educatori. Prodotto dall’agenzia di Roma Kpr&Key, il documentario è nato dall’esperienza di Esagramma, Cooperativa Sociale di Milano impegnata in un programma di musicoterapia orchestrale. Nel repertorio dell’omonima orchestra sinfonica ci sono rielaborazioni di Stravinskij, Dvorak, Bartok e Mahler. Fonte: ANSA 29 / 07 / 2008
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