Atletica: Pistorius, l’obiettivo è correre a Londra 2012 con normodotati 
‘Il mio obiettivo è correre le Olimpiadi di Londra 2012 con i normodotati, ma per arrivarci ci sono molte cose da fare: i Campionati del mondo a Berlino nel 2009, i Giochi del Commonwealth nel 2010 e ancora i Campionati del mondo del 2011. Queste, sono le competizioni a cui vorrò partecipare, poi correrò a Roma e a Milano. Il 2012 è il mio obiettivo, ma dovrò prima qualificarmi...Devo impegnarmi molto’. Oscar Pistorius ha ben chiaro il mente quello che vuole fare e dove vuole arrivare, a Londra nel 2012. Il campione paralimpico lo ha detto ieri nel corso di un’intervista a ‘Mattino cinque’ (in onda su Canale 5, dal lunedì al venerdì dalle 8.50 alle 11.00). L’atleta sudafricano, con entrambi gli arti inferiori amputati che corre grazie a particolari protesi in fibra di carbonio ‘cheetah’, non pensa ad altro, neanche al cinema, se è vero che Tom Hanks sia intenzionato a girare un film sulla sua vita. ‘Ci sono state, almeno tre o quattro anni fa delle voci in merito, ma per questo direi che ci vorrebbero mesi e mesi di preparazione e quindi, servirebbe chiaramente molto tempo. Attualmente – ha spiegato - la mia priorità è l’atletica e vorrei correre per altri 8-9 anni. Magari si potrebbe parlare di un film quando smetterò di correre; ad oggi vorrei concentrarmi su quello che sto facendo: correre’. Il campione ha una vita normale, una fidanzata e un grande senso civico. Non parcheggia mai nel posto dei disabili. ‘Non parcheggio mai nel posto riservato alle persone disabili perchè penso che il posto sia dedicato a chi può avere una sedia a rotelle, che ha bisogno di più spazio’. Pistorius ha perso la madre da piccolo, ma da questo ha tratto grande forza. ‘Ci ha sempre mostrato ciò che dovevamo fare, avere uno stile di vita normale per essere un esempio per gli altri. Sebbene ci abbia lasciato, è stata fantastica. Quando era con me, con mio fratello e mia sorella, ci ha fissato le basi necessarie per poi affrontare la vita. Ha fatto un ottimo lavoro’. Pistorius ha confessato però che ha un po’ di invidia verso chi ha le gambe. ‘Sempre, sempre, mi chiedo continuamente come sarebbe avere delle gambe normali. Sono ben contento della mia vita e ringrazio anche il Signore che mi ha aiutato’. Nonostante tutto le sensazione che prova quando corre sono enormi. ‘Solo a pensarci, mi dà subito una sensazione. Dà una dipendenza, quando ci si allinea sul blocco di partenza si è subito nervosi, si pensa ‘perchè lo faccio?’, manca il respiro, lo stomaco è a pezzi, poi appena avviene lo sparo tutto si dimentica. E’ difficile da esprimere. La gara dei 400 metri – ha aggiunto - sono la corsa più difficile, perchè c’è il tempo di pensare, devi controllarti, è difficile, ma è quella che dà più dipendenza; mentre con i 100 m sono più veloci, dopo lo sparo si va veloce e basta. Poi, vedere che tutti sono contenti, che tutti fanno il tifo, rendono le gare ancora più speciali e ogni volta è qualcosa di nuovo’. Le gesta di Pistorius rappresentano oggi un sogno per gli altri disabili. ‘Abbiamo la tecnologia dalla nostra parte, abbiamo le protesi, ma tutto parte dalla nostra mente e ci vuole il cuore che ci sostenga, ma alla fine della giornata, anche se abbiamo un arto dotato di protesi, nulla ci può impedire di raggiungere l’obiettivo di essere attivi e felici. Quindi, se qualcuno che ha un handicap ci sta guardando, il mio messaggio è semplicemente questo: ‘Se vogliono fare qualcosa, ci mettano il cuore e lo possono fare oggi!’. Fonte: Adnkronos 12 / 12 / 2008
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