Autismo, la storia di Amelia e Marco 
Descrivere il percorso di nostro figlio non è facile perché ci rammenta passaggi dolorosi della nostra vita, ma lo vogliamo fare per dare speranza a tanti genitori a cui è stato detto “Non c’è nulla da fare!”. Siamo Marco e Amelia genitori di un bambino autistico di 5 anni, con diagnosi di “spettro autistico” dato da una prima visita della Neuropsichiatria Infantile di un ospedale di Napoli. Successivamente, ci è stato detto che nostro figlio era affetto da “autismo regressivo”, da parte della commissione dell'Asl a cui apparteniamo. Il percorso riabilitativo di nostro figlio inizia nel lontano ottobre 2005, con la presa in carico da uno dei centri definiti 'migliori' in Campania. A nostro parere, però, di “migliore non aveva niente”, in quanto abbiamo constatato incompetenza. Lì veniva denigrato il ruolo del genitore ed i medici con cui abbiamo avuto a che fare ci trasmettevano compassione e rassegnazione, pugni in pieno stomaco per una mamma ed un papà nella nostra situazione. Dopo 8 mesi, stanchi di poche ore di psicomotricità e non vedendo alcun miglioramento da parte del bambino, facciamo la spola tra un'Asl e l'altra. Abbiamo cominciato a cercare su internet (per fortuna che esiste) ed approdiamo dal Dott. Massimo Borghese dove iniziamo un percorso che sembrava tutto in salita,ma con la convinzione che stavolta era quella la strada giusta. Gli inizi sono stati infuocati. Giovanni non voleva farsi toccare assolutamente la bocca, era iperattivo e alcune volte, anche aggressivo con le terapiste che cercavano di contenerlo. Dopo un anno e mezzo e dopo tanto duro lavoro, ecco spuntare la prima parola. Poi un’altra e poi un’altra ancora. Quindi, la discesa ed un fiume in piena di progressi. Oggi, dopo due anni molto intensi, nostro figlio ha cominciato a parlare, ha eliminato quasi del tutto le stereotipie manuali. Ha consapevolezza di ciò che lo circonda. Mangia da solo. Ha raggiunto il controllo sfinterico totalmente. Inizia a giocare con le sorelline (abbiamo 2 gemelle più grandi). Il merito di questi miglioramenti va al grande lavoro effettuato dallo staff del Dottor Borghese, che si avvale di persone competenti e preparate che eseguono un programma globale su tutte le aree comunicative del bambino. Non so dove arriveremo col nostro bambino, anche perché dobbiamo lavorare ancora su alcuni difetti di pronuncia e su altre aree, ma di certo sappiamo che questa è la strada giusta da percorrere, non pensiamo che nostro figlio guarirà, ma riteniamo che attraverso questa metodica possa raggiungere ad acquisire tutte quelle abilità che questa malattia compromette. Ai genitori che come noi, dall'oggi al domani, si sono ritrovati con il mostro dell'autismo dentro casa, vogliamo solo dire di non perdere la speranza e di combattere. I mezzi oggi, li conosciamo e sta a noi sfruttarli al meglio e il più precocemente possibile. Marco e Amelia 13 / 05 / 2008
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