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Preside avrebbe picchiato alunno autistico. Scatta la denuncia del padre
Teatro della vicenda, una scuola media del trevigiano.Il preside si difende: volevo solo proteggere l'insegnante di sostegno. A cura di Manuel Scordo, giornalista di Epolis. CASTELFRANCO VENETO-Un bambino disabile, un 13enne affetto da autismo. Un ragazzino irrequieto proprio per quel suo disturbo, bisognoso di essere seguito costantemente da personale qualificato, da insegnati preparati per affrontare quel tipo di problemi. Ma è proprio all'interno di un istituto scolastico della Castellana che si sarebbe consumata un terribile vicenda. Il 13enne sarebbe stato picchiato dal preside dell'istituto che gli avrebbe tirato i capelli, colpendolo alle spalle e al capo. A denunciare l'episodio è il padre del bambino, (rappresentato dall'avvocato Luciano Gazzola) che ancora attende risposte e provvedimenti dal Provveditorato, ancora soffre per quella terribile esperienza vissuta dal figlio: «La vicenda è avvenuta sei mesi fa - racconta il padre - abbiamo presentato una formale denuncia ai carabinieri per lesioni personali e abbiamo segnalato tutto al Provveditorato che ha aperto un'inchiesta interna. Abbiamo però deciso di raccontare a tutti la nostra storia perchè vogliamo rompere il muro del silenzio che secondo noi le autorità scolastiche hanno alzato». L'episodio sarebbe avvento all'interno della scuola il 10 ottobre dello scorso anno: «Non ho visto di persona quanto è accaduto - sottolinea il padre - ma mi è stato raccontato dai testimoni, dai compagni di classe del bambino. Mio figlio è autistico e iperattivo. Non è molto facile controllarlo. Inoltre quest'anno ha anche cambiato insegnante di sostegno che è ancora alla prima esperienza con queste problematiche». Il 10 ottobre il ragazzino sarebbe uscito di classe correndo nei corridoi, in preda ad una crisi e avrebbe incrociato il dirigente scolastico: «Mi hanno detto che lo ha bloccato - racconta il padre - lo ha strattonato, spingendolo verso i cestini dei rifiuti e lo avrebbe picchiato». Tutto sarebbe avvenuto sotto gli occhi di una bidella e di altri studenti, usciti in corridoio per vedere che cosa stava accadendo. Il dirigente scolastico, difeso dall'avvocato Gianni Gallina, sarebbe intervenuto perchè il 13enne aveva colpito l'insegnate di sostegno. Secondo la tesi della famiglia , invece, il ragazzino era agitato, si sarebbe mosso bruscamente, colpendo inavvertitamente l'insegnante. I genitori del 13enne vengono a sapere dell'episodio dai compagni di classe e immediatamente contattano la scuola, chiedendo chiarimenti. Poi il caso finisce sui tavoli del provveditore provinciale agli studi. Il 24 ottobre sui tavoli del Provveditorato arrivano anche le lettere dei genitori dei compagni di scuola del 13enne, 22 padri e madri che chiedono chiarimenti. Le lettere fanno subito scattare un'ispezione all'interno della scuola. Pochi giorni dopo i genitori del ragazzino decidono di rivolgersi ad un legale e presentano una querela contro il dirigente scolastico. I carabinieri della Compagnia di Castelfranco avviano le indagini. Vengono ascoltati gli alunni, il preside, la bidella e i professori, in pratica tutti quelli che, in qualche modo, potevano aver visto qualche cosa. La dettagliata relazione dei militari dell'Arma finisce in Procura che apre un'inchiesta. Non si hanno invece più notizie dell'indagine interna del Provveditorato che, il 20 marzo, invia una raccomandata all'avvocato in cui segnala la conclusione delle indagini, ma in cui non viene preso alcun provvedimento: «Non è stato fatto nulla - sottolinea il padre - volevo solo delle scuse dal dirigente scolastico, ma lui continua a sostenere di non aver picchiato mio figlio. Volevo che venisse preso un provvedimento, ma invece nulla». Ecco come la vittima di questa terribile vicenda racconta il proprio disagio ai genitori utilizzando il pc. Il bambino di 13 anni ha raccontato ai genitori la sua sofferenza scrivendo al computer. Ecco gli stralci di alcune lettere. Il 29 ottobre i genitori scrivono al figlio. "Ciao campione, come stai?". "Uomo sono bene sto". "Ci fa piacere oggi inizierai a svolgere un breve tema di italiano, che ne pensi?". "Devo". "Cominciamo con il tema...". E il bambino descrive il suo malessere: "Ragazzo autistico sono io con, povere risorse ma consapevole di essere forte adolescente. Paure come tutti miei compagni ho di diventare vero adulto con intelligente cuore. Voglio vita piena di lunghi pensieri per altri indifesi amici. Unico scopo servire con tanti sogni per aiutare gente che bisogno doloroso ha". Poco tempo dopo i genitori tornano a confrontarsi con il bambino: "Ciao campione, stai bene?". "Io sì tu bene ti vedo". "Direi di proseguire subito con il tema di italiano". Il bambino scrive: "Tantissimo ho da dare. Dico sono tanto diverso con figura fuori uguale agli altri dentro giostra di colori ho. Niente di stonato universo con pianeti da scoprire ho nel mio diverso cervello di ragazzo che lotta per crescere migliore". La REPLICA DEL PROVVEDITORATO ( fonte:Ansa) L'ispezione condotta nella scuola trevigiana, dopo la denuncia dei presunti maltrattamenti, è stata "molto approfondita". Lo ha sottolineato la dirigente scolastica del Veneto, Carmela Palumbo, precisando che gli accertamenti non hanno messo in luce "profili di natura penale". Nel ribadire che la Direzione Scolastica non è tenuta ad informare sull'esito degli accertamenti ispettivi il genitore - un imprenditore che oggi ha reso nota la vicenda di propria iniziativa - Carmela Palumbo sottolinea "che gli eventuali provvedimenti nei confronti del preside potrebbero scattare solo in relazione all'affidamento del prossimo incarico dirigenziale". Il preside, al momento, si trova ancora nell'istituto nel quale un anno fa sarebbe avvenuto l'episodio.

18 / 04 / 2008

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