Bari, pista ciclabile: ci scrive Gioacchino Visaggi, associazione paraplegici

‘Come cittadini attenti alle iniziative della civica amministrazione vorremmo dire la nostra sulla costosa pista ciclabile di viale Unità d’Italia. Condividiamo il desiderio degli amici ciclisti di avere spazi sicuri di movimento, ma bisogna fare i conti con il tessuto culturale locale, le disponibilità di spazi, l’utilità, etc. Se quella pista si dovesse ridurre, come prevediamo, a semplice passeggiata di qualche ciclista, lo scopo di alleggerire il traffico viene vanificato. Non essendovi altri collegamenti, la pista in questione si riduce dal nulla al nulla come tante altre situazioni nella nostra città. Per esempio il nuovo quartiere san Girolamo Fesca poteve benissimo nascere con spazi pedonali, piste ciclabili collegate con il centro cittadino, invece solo case orribili con poche strade e anche disastrate. Che dire poi del fatto che noi sedie a rotelle non possiamo utilizzare nessuno dei mezzi pubblici adattati perchè mancano le fermate idonee ad aprire le pedane? Ne faranno qualcuna così, ma si può parlare di mobilità? Qualcuno ha parlato anche di fruizione della pista ciclabile da parte delle carrozzine: ma per fare cosa e per andare dove? Non potrebbe esserci poi il pericolo di collisione con qualche bici poco attenta o di qualche motorino? Ci è stato detto che qui sul lungomare IX maggio ed in tutta san Girolamo Fesca la viabilità sarà rivoluzionata: e le piste ciclabili? Ecco perchè a nostro avviso consideriamo la pista di viale Unità d’Italia un’opera superflua e costosa rispetto ad altre priorità cittadine’. Gioacchino Visaggi, associazione paraplegici. 24 / 09 / 2008
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