Giovanni Catanzaro: “Solo una leggerezza, se mi rimuovono faccio ricorso”

“Si è trattato di un atto di superficialità, non mi sono reso conto che il permesso per disabili esposto era quello scaduto che per errore la mia compagna aveva utilizzato lo stesso giorno per accompagnare l'anziana madre, titolare regolare di tale permesso, a fare delle visite. Su questo è stata costruita una caccia alle streghe”: così si difende il comandante dei vigili urbani di Roma, Giovanni Catanzaro. “Ho agito in buona fede”, spiega Catanzaro, che si dice “sereno perché il permesso scaduto di validità, che per errore era stato lasciato sul cruscotto dell’auto al posto di quello valido, anch’esso all’interno dell’auto, era facilmente riconoscibile dalla data. E io non avevo alcun interesse a portarmi un permesso che tra l'altro non mi serviva, visto che dopo le 20 l’accesso a quella strada era libero”. Per Catanzaro “la buona fede è evidente, perché chiunque si accorgerebbe, un vigile, un ausiliario del traffico, che il permesso aveva la data scaduta”. “Inoltre sono abbastanza sicuro, anche se verificherò, che in quel posto si poteva anche parcheggiare - dice il comandante dei vigili - perché il codice della strada, all’articolo 7, dice che dopo le 20, sotto il cartello di sosta vietata, ve ne deve essere uno aggiuntivo con l’indicazione “sosta vietata anche di notte”. Nello stesso tempo, Catanzaro ammette: “Certo, sono il comandante dei vigili e non devo commettere delle irregolarità, ma sto pagando un prezzo esageratamente caro rispetto a quello che ho fatto”. Di sicuro Catanzaro non sa cosa accadrà: “Non so nulla, non mi è stato notificato alcun provvedimento. Attendo che mi dicano e deciderò quale posizione assumere. A carte coperte non posso dire nulla”. Poi, però, Catanzaro annuncia: “Ho la coscienza a posto, e sono pronto a fare ricorso nel caso la decisione del sindaco di rimuovermi fosse ufficializzata. Se pensiamo che la questione del permesso disabili non c'entra niente, e considerato che molto probabilmente in quel posto, all'inizio di via della Croce si può parcheggiare, non dovrei aver commesso violazioni al codice della strada. Si tratta solo di un grande bluff per il quale sto pagando conseguenze gravissime”. “Non credo di avere meritato tanto - dice Catanzaro - Sono sereno perché non credo d’aver commesso un atto così riprovevole da aver meritato di essere additato al pubblico ludibrio. Ho parcheggiato dove non dovevo, ma potevo farmi la multa da solo?” E poi, prosegue: “C’è qualche comandante che nella sua vita non ha mai preso una multa? Certo, è deprecabile, ma non penso sia una violazione così pesante da prevedere l’ergastolo, la pena di morte, l’ostracismo. Su questa cosa ci hanno fabbricato un dossier sul giornale come fossero i fotogrammi di un reato gravissimo”. Fonte: www.ilmessaggero.it . Nella foto l’Alfa parcheggia in via della Croce (Foto Toiati) 25 / 11 / 2007
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