Ci scrive Marcello Franciosa. Secchioni accessibili, battaglia di libertà

“Tutti i cittadini devono avere il diritto ad essere riconosciuti come soggetti attivi del vivere civile. Tutti. E allora, noi del giornale La Voce democratica vogliamo portare avanti una battaglia di principio. E di libertà. Vogliamo che a Roma, come già avviene in altre città europee, i cestini dell’immondizia siano accessibili anche alle persone in carrozzina e con difficoltà di movimento. Vogliamo richiamare l’attenzione sull’esclusione dei disabili da un reale processo di autonomia. Si dà, infatti, per scontato che una persona con difficoltà deambulatorie debba necessariamente avere un accompagnatore per svolgere qualsiasi cosa, quando basterebbe, invece, che i principali servizi municipali siano resi accessibili a tutti, per ottenere, così, un’integrazione reale e non solo a parole. Tutti devono essere messi nella condizione di vivere la propria vita in completa indipendenza senza doversi, ogni volta, appoggiare agli altri. A Roma, invece, si limita, di fatto, la libertà personale di alcuni cittadini. Per quanto riguarda i secchioni, basterebbe collocare le aperture per l’immondizia ad altezza carrozzina. Si aiuterebbero, così, anche gli anziani, che fanno un’enorme fatica ad alzare i pesanti coperchi dei secchioni o rischiano di scivolare, spingendo con i piedi le leve, soprattutto quando sono bagnate dalla pioggia. Costruire dei secchioni accessibili darebbe un segnale forte di una città che pensa ad ogni abitante, non solo ai più fortunati. Una città che mette tutti nelle stesse condizioni di partenza. Non basta riempirsi la bocca di belle espressioni come “diversamente abili” o “integrazione” se i disabili continuano ad essere costretti a vivere separati dal resto della collettività, perché ci sono ancora troppi ostacoli architettonici che impediscono una vita normale. Si crea, così, il ghetto dei “normali” separati dai disabili, costretti a prendere, cioè, il pulmino riservato, andare al soggiorno assegnato, comprare nel negozio specializzato. Risultato: molte persone ignorano il problema perché non lo vedono, contrariamente a quanto accade in altri paesi europei, come Gran Bretagna o Danimarca, dove i disabili si incontrano tutti i giorni, in ogni momento, non perché sono di più ma perché possono vivere la città, senza limitazioni, come qualunque altro. Questa è una battaglia di principio. Si vuole affermare il diritto dei disabili a vedere riconosciuta una possibilità effettiva di autonomia e all’essere considerati come componente sociale visibile ed attiva e non solo come oggetto di pietà, assistenza, buoni sentimenti. Iniziamo la battaglia augurandoci di non restare soli. Vogliamo che il futuro sindaco e i vertici dell’Ama si diano una mossa. Subito”. Marcello Franciosa. Pubblicato su LaVoce Democratica del 13 marzo 2008 17 / 03 / 2008
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