Cinema: ciak per “Mojito”, l’altra luce della settima arte
Sono in corso in questi giorni le riprese di “Mojito”, il film destinato anche ai non vedenti, la cui lavorazione ha preso il via lo scorso 2 aprile a Venezia, nel Sestiere di Castello. La pellicola, per la regia di Stefano Bruno, rientra nel progetto “L’altra luce del cinema”, curata nella piena considerazione dei valori positivi e negativi della cecità e finanziata per bando dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il regista ha curato anche la sceneggiatura, con l’aiuto di Katia Zamberlan e Barbara Riccioni, mentre le musiche sono di Claudio Gabbiani e Piero Tarantino. Nel film, realizzato in modo da consentire al pubblico non vedente di seguire un “suo personale film” interamente sonoro, i due protagonisti sono ipovedenti. L’opera è prodotta dalla 360 Degrees Film Snc di Giovanni Andreotta (direttore della fotografia) e Nicola Rosada (produttore) in collaborazione con Hovofaber Film e CBM Italia. La storia racconta di Paolo, giovane atletico affetto da scotoma assoluto, privo di ogni percezione visiva in seguito ad incidente, e di Anna, giovane pittrice che soffre invece di glaucoma, una progressiva riduzione della vista, e che spera in un prossimo intervento chirurgico. Nel corso della narrazione si intrecciano i due differenti modi di affrontare la propria condizione: Anna vuole che Paolo superi l’atteggiamento arrogante con cui cerca di reagire alla disabilità visiva, mentre Paolo introduce Anna nell’arte di muoversi nel buio: i suoni e i rumori le dovranno bastare per orientarsi, fino ad arrivare ad una esperienza liberatoria che per entrambi rappresenterà la rinascita.
Francesco Demofonti
20070407
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