Disabili, comune sfratta non vedente di 93 anni

Cieco, cardiopatico, con quattro figlie di cui due disabili, Antonio R., 93 anni, ora non ha più neanche una casa. A ‘sfrattarlo’ è stato il comune di Termini Imerese. L’alloggio popolare, dove vivono tutte le figlie, che gli era stato assegnato dall’Iacp, gli è stato revocato dopo un controllo effettuato dai vigili urbani. Ora l’uomo, che vive con una pensione di invalidità, si è rivolto ad un legale per impugnare il provvedimento del Comune davanti al Tar. Il provvedimento di revoca dell’alloggio popolare, al terzo piano di un condominio in piazza Ozanam, si basa sulla constatazione dei vigili urbani che Antonio R. abitava in quella casa, da qualche tempo, in modo saltuario. “Ma lo stesso rapporto però non cita - spiega il legale, Paolo Sbacchi - che il mio cliente non poteva rientrare nell'abitazione a causa delle sue condizioni precarie di salute, visto che avrebbe dovuto salire 22 scalini prima di giungere all’ascensore, quasi sempre guasto”. “Il mio assistito - continua -, inoltre, già nel 2004, ha chiesto l’eliminazione delle barriere architettoniche o in alternativa l’assegnazione di un altro appartamento a piano terra. Perciò, ora, ho predisposto il ricorso al TAR avverso la delibera comunale perchè, a mio avviso, è illegittima non sussistendo l’elemento dell’abbandono della casa, che è abitata dalla famiglia del mio cliente”. “E’ paradossale – ha concluso il legale - che l’amministrazione comunale si sia preoccupata di sottrarre la disponibilità dell’alloggio, invece che sostenere la famiglia di un anziano, cieco e cardiopatico, che versa in situazioni disagiate”. Fonte: Ansa 11 / 04 / 2008
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