Disabili: in Svizzera un hotel a prova di integrazione
L'Hotel Dom di San Gallo ha tra il suo personale ragazzi disabili per garantire loro una maggiore integrazione nel mondo del lavoro e nella società. "I nostri ospiti - spiega la direttrice Edith Dürst - sanno che nell'hotel c'è qualcosa di diverso. Ma alla loro prima visita, la maggior parte delle persone non si rendono conto in che cosa consista esattamente". Situato in una zona tranquilla nel mezzo della città svizzera, l'albergo vanta un'occupazione annuale di oltre il 60%, superiore alla media nel Paese elvetico. A suo favore gioca una politica dei prezzi molto ragionevole e la centralità della posizione, a pochi minuti dalla biblioteca dell'Abbazia, sito patrimonio dell'UNESCO. Molti ospiti vi fanno ritorno, per il cordiale ed efficiente servizio assicurato da un personale ampiamente composto da persone disabili e con problemi psicologici. "Per i nostri impiegati lavorare a contatto con altre persone è già di per sé un successo. Perché - aggiunge la direttrice - non sono occupate come se lavorassero in un laboratorio protetto". Guidati da persone specializzate in questo tipo di formazione, gli oltre trenta disabili lavorano alla ricezione, servono la colazione, puliscono le camere, si occupano del bucato e vanno a fare le spese. L'albergo è tutt'altro che inefficiente! La struttura appartiene ed è gestita da "Förderraum", organizzazione senza scopo di lucro che a San Gallo si occupa di sostenere i portatori di handicap. I disabili che lavorano nell'albergo percepiscono un salario simbolico fintanto che sono a beneficio di un'assicurazione invalidità. Attraverso il progetto, l'obiettivo finale è la formazione del personale che sia in grado, per competenze e capacità, di competere sul mercato del lavoro. Nel 2003, per esempio, tre impiegati dell'Hotel Dom hanno avuto un aumento di salario che ha permesso loro di rinunciare all'invalidità. "Förderraum" non intende però fermarsi qui: vuole infatti ampliare l'offerta, aggiungendo un ristorante che permetterà di offrire nuovi posti di lavoro. Fonte: www.swissinfo.org
29 luglio 2007
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