Disabili, la denuncia del M.E.D.A Articolo di Manuela D’Argenio
Una sedia a rotelle vuota, con su un cartello che recita così: “Aaa…cercasi deputato o senatore”. Piazza del Viminale, Roma. Incontriamo Angelo Ottaviani, uno dei responsabili di M.E.D.A. (Movimento Europeo Diversamente Abili), che ci spiega il suo progetto, la sua delusione per non aver trovato qualcuno disposto ad ascoltare, la sua tenacia nel proseguire una battaglia a fianco dei più deboli, i disabili appunto. Il candidato premier e fondatore del movimento è Michele D’Arcangelo, da anni in carrozzina; il presidente è Carlo Arrighini e il segretario nazionale è Sergio Riboldi. Da dove è nata l’idea di questo movimento? “Da un forte senso di indignazione. E’ una vergogna che le maggiori forze politiche, il Pd e il Pdl, non abbiano inserito nel loro programma elettorale assolutamente nulla per i disabili. Il movimento ha preso contatti con tutte le segreterie politiche, dalla destra alla sinistra, ma nessuno ha voluto prenderci in considerazione”. E allora che farete? “Portiamo avanti le nostre battaglie da soli. Offriamo una “poltrona” con rotelle a quei deputati o senatori che ascoltando il nostro grido vogliano impegnarsi per quei cittadini italiani che si sentono abbandonati. Insomma, il nostro slogan è: abbiano votato per voi, adesso votiamo per noi”. Cosa intendete fare per i diversamente abili? Cosa chiedete alla classe politica? “Serve una maggiore attenzione nei confronti dei disabili, aiutandoli moralmente e materialmente. Bisogna elevare le pensioni minime, abbattere tutte le barriere architettoniche, aggiornare le tabelle Inail che sono datate, lottare contro la assicurazioni che utilizzano tabelle Ania ancora più riduttive di quelle Inail”. Ma come mai, secondo lei, nessuno ha voluto ascoltarvi? “Perché in cambio abbiamo chiesto una poltrona, una garanzia che ci permetta di portare avanti sul serio le nostre battaglie. Oppure un ministero, quella della diversabilità, che in Italia è completamente assente mentre in Europa esiste da tempo. Purtroppo è sempre la solita storia”. Che vuol dire? “I politicanti da strapazzo non sono attenti al sociale nel nostro Paese. Eppure in Italia i diversamente abili sono 5 milioni. In Europa 50 milioni, ma come si fa a non dare ascolto a tutte queste voci? Insomma, caro deputato la porta è aperta”. A volte però c’è il rischio che dietro la diversabilità si celino sciacalli o speculatori… “E’ vero, bisognerebbe fare una moralizzazione e una verifica perché i finti disabili danneggiano i veri disabili. E poi bisognerebbe controllare anche le aziende private che lucrano. Basta pensare che costruirsi un bagno in casa costa 8 mila euro. Servono controlli”. A quale elettorato vi rivolgete? “Il sociale è super partes, non siamo schierati politicamente. Ci rivolgiamo a chi non crede al bipartitismo, ai delusi, agli indecisi, a chi è attento ai temi sociali perché questo è davvero un voto utile. Ci occupiamo delle balene, dei delfini, dei gay, degli immigrati, non capisco perché per i disabili non ci sia spazio”. Fonte: www.tgcom.mediaset.it
29 / 02 / 2008
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