Disabili: la Regione Lombardia al fianco delle associazioni
Sono 3 milioni in Italia, quasi 500.000 in Lombardia, i disabili (ciechi, sordi, mutilati e invalidi civili, del lavoro, per servizio), oltre alle famiglie dei caduti e dispersi in guerra, che fanno riferimento, alle loro sei associazioni nazionali, quelle che anche la Regione Lombardia, con la legge n. 24 del 1993, ha espressamente riconosciuto e delle quali sostiene l’attività. E proprio del rapporto fra Regione e associazioni in relazione alla legge regionale si è parlato al convegno “Disabilità e sussidiarietà in Lombardia. Legge 24/93 - bilancio e prospettive”, svoltosi all’auditorium Gaber del palazzo Pirelli. “La Lombardia - ha spiegato l'assessore alla Famiglia e Solidarietà Sociale, Gian Carlo Abelli - è stata tra le prime Regioni in Italia a dotarsi di una legge ed è tuttora una delle poche che aiuta, anche finanziariamente e in misura così consistente, queste associazioni, riconoscendone l'importanza e il ruolo sociale”. “Con pieno titolo quindi - ha proseguito Abelli - possiamo parlare di una vera e propria partnership tra ente Regione e associazioni che, con questa legge, ha assunto uno status di ordine superiore rispetto alla convenzione o al semplice censimento in albi o registri. La nostra è una collaborazione destinata a durare nel tempo, una collaborazione che è anche condivisione di valori e che, in modo concreto, mette in rete conoscenze, risorse e strumenti”. “Certamente - ha aggiunto - le sei associazioni sono chiamate ad un salto di qualità, dal momento che la legge n. 24 non deve essere intesa come semplice trasferimento di risorse economiche ma piuttosto come possibilità per le associazioni di ampliare il loro raggio d’azione. E per far ciò hanno bisogno di mettersi insieme per svolgere attività che diversamente non potrebbero svolgere da sole: formazione, informazione, ricerca tecnologica”. L’assessore Abelli ha quindi letto un messaggio del presidente della Regione Roberto Formigoni, il quale ha ricordato che la legge regionale è stata inserita all’interno del Testo Unico sul Terzo settore, in via di approvazione dal Consiglio regionale. Con questo intervento legislativo si intende dare dignità giuridica alle realtà presenti nel Terzo Settore, proprio come le associazioni dei disabili, realtà che partecipano attivamente alla programmazione, alla realizzazione e allo sviluppo della rete dei servizi sociali e socio-sanitari. “La Regione Lombardia - comunque - conclude il messaggio del presidente - intende continuare a promuovere il mondo associativo al quale voi appartenete. In questi anni, grazie alla nostra azione, le cooperative sociali sono cresciute del 30%, il volontariato del 22%, l’associazionismo del 109%, le associazioni famigliari sono decuplicate. Oltre 60 milioni di euro sono stati investiti per sostenere più di 3500 progetti del privato sociale”. All’incontro erano presenti anche Nicola Stilla dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus, Francesco Bassani dell’Ente Nazionale Sordi, Attilio Schemmari dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili, Walter Ferrari dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro Onlus, Santo Meduri dell’Unione Nazionale Mutilati per Servizio, Franco Vallesani dell’Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti e Dispersi in Guerra, ed il presidente della FAND regionale (Federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili) Franco Bettoni (Ln).
Fonte: www.regione.lombardia.it
17 giugno 2007
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