Disabili: siti web P.A. scarsamente accessibili
Accessibilità. E’ stata questa la parola d’ordine del convegno “Web senza barriere”, organizzato dall’area Web della Facoltà di Economia e dalla Commissione per l’attuazione della legge 104/92 dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata. Una giornata di dibattito sulle nuove frontiere della rete e sulla necessità di rendere accessibili le conquiste dell’evoluzione tecnologica anche per le persone con disabilità. Come ha ricordato Antonio de Vanna, responsabile dell’ufficio accessibilità del Cnipa (Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione) intervenuto ai lavori, “il concetto di accessibilità è in evoluzione. Dobbiamo considerare che con il termine disabili si intendono anche le persone svantaggiate in senso più ampio, cioè anche gli immigrati, gli analfabeti e gli anziani”. “Le tecnologie dell’informazione devono essere uno strumento di inclusione - ha aggiunto de Vanna, come ricorda la Carta di Riga del 2006”. “Bisogna ricordare - ha detto il funzionario del Cnipa- che se non si rendono accessibili le tecnologie alle persone disabili si crea davvero una grande esclusione sociale”. Un compito che riguarda sia privati che pubblici, se si considera che dei più di 20 mila siti della pubblica amministrazione in Italia, solo una percentuale compresa tra l’1 e il 2% è accessibile. “Non dobbiamo considerare i requisiti di accessibilità un ostacolo alle tecnologie emergenti sul web” - ha spiegato Mario di Domenicantonio, del dipartimento per l'Innovazione e le tecnologie della Presidenza del Consiglio dei ministri. Di Domenicantonio ha poi sottolineato che per fare in modo che i siti siano accessibili è necessario che redattori, grafici e tecnici conoscano i fondamenti del linguaggio html e le regole per rendere più facilmente accessibili i contenuti del web. Aumentare la consapevolezza di chi lavora con il web, significa rendere più diffusa l’applicazione dei criteri generali per l’accessibilità e delle buone prassi. In questo modo, l’accessibilità diventerebbe una caratteristica naturale del web, intrinseca, che potrebbe poi essere estesa a tutti i tipi di persone disabili con il supporto di tecnologie assistive. Secondo Ennio Paiella, della fondazione Asphi (Avviamento e sviluppo di progetti per ridurre l’handicap mediante l’informatica) è necessario fare attenzione al rispetto dei criteri generali di accessibilità al web sia quando si creano siti del tutto nuovi, sia quando si riadattano siti vecchi. Altro requisito fondamentale per evitare la discriminazione attraverso il web delle persone con disabilità è mantenere l’accessibilità attraverso una continua manutenzione. L’accessibilità va anche insegnata a scuola, requisito fondamentale per fare in modo che entri a far parte di una vera e propria cultura dell’integrazione e del rispetto. Perciò quando si parla di web e accessibilità non si può prescindere dal ruolo della scuola, come ha detto Alberto Ardizzone, referente della comunità di pratica di Porte aperte sul web. Per pensare accessibile a scuola, secondo Ardizzone, bisogna aumentare la consapevolezza di alunni, genitori e docenti, insegnare la comunicazione senza barriere e senza steccati, anche attraverso collaborazioni esterne con esperti e associazioni. L’accessibilità non deve riguardare solo i siti, ma anche documenti, filmati ed e-learning e strumenti web come mailing list, sito, blog, wiki, newsletter.
16 luglio 2007
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