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Farmaci, sclerosi multipla, con cure precoci - 40% disabilità

Trattare precocemente le persone affette da sclerosi multipla con interferone beta-1b rallenta del 40% la progressione della malattia e della disabilità. Lo hanno ricordato lo scorso venerdì, citando lo studio internazionale ‘Benefit’ pubblicato su Lancet, gli esperti che si sono riuniti al San Raffaele di Milano per un incontro sul trattamento di questa patologia che colpisce il sistema nervoso. La sclerosi multipla, come ha spiegato il presidente della Società europea di neurologia Giancarlo Comi, colpisce ogni anno 54 mila italiani, soprattutto donne, e si manifesta di solito tra i 20 e i 40 anni. “E’ una malattia che comporta alti costi personali e sociali - ha aggiunto Mario Alberto Battaglia, presidente dell’Associazione italiana sclerosi multipla – basti pensare che ogni malato costa in media 38 mila euro l’anno, e che nei casi più gravi si può arrivare anche a 75 mila euro”. Per questo motivo è necessario diagnosticarla e curarla tempestivamente: “I dati dello studio Benefit - ha detto Comi - mostrano che intervenendo dopo il primo sintomo è possibile ridurre drasticamente il rischio e l’entità della disabilità neurologica. E’ importante fare la prima mossa, e non continuare a rincorrere la malattia”. Ma allora come comunicare con il malato che ancora non si sente tale, e favorire la sua adesione alla terapia in tempi precoci? “E’ fondamentale - ha continuato Comi - che le strutture ospedaliere e i medici si organizzino per affrontare in modo nuovo il paziente. Servono equipe di neurologi, psicologi e infermieri che sappiano comunicare in modo corretto, e che sappiano trasmettere al paziente il messaggio negativo della malattia insieme a quello positivo delle possibilità offerte dalla terapia. Per questo servono più risorse – ha concluso - e incontri come quello di oggi che permettono agli specialisti di confrontarsi sulla gestione della malattia”. Fonte: Ansa 31 / 03 / 2008

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