Farmaci, sclerosi multipla: nuova molecola ne rallenta sintomi

Se entro tre mesi dai primi sintomi di sclerosi multipla i pazienti vengono curati con il farmaco ‘glatiramer acetato’, si puo' ridurre (rispetto al placebo) del 44% il rischio di un secondo attacco della malattia, e si può portare a 722 giorni il tempo tra il primo e il secondo attacco, contro i normali 336. Sono i risultati dello studio internazionale Precise, coordinato dal direttore di neurologia al San Raffele di Milano Giancarlo Comi, e che è stato appena presentato a Chicago in occasione del convegno annuale dell’American academy of neurology. I dati, spiegano i ricercatori, confermano l’efficacia del glatiramer acetato nel proteggere i pazienti contro l’avanzamento della sclerosi multipla. La ricerca è stata condotta su 481 pazienti, reclutati in circa 100 paesi di Europa, Usa, Agrentina, Israele, Australia e Nuova Zelanda, che avevano mostrato un unico sintomo significativo per sclerosi multipla con lesioni confermate da risonanza magnetica. “Il trattamento con glatiramer - spiega Comi - prolunga il tempo tra il primo e il secondo attacco e quindi la diagnosi, con un dimezzamento del rischio di malattia. Inoltre, induce un significativo ritardo nella diagnosi definitiva di sclerosi multipla, che può essere fatta con sicurezza solo dopo una nuova manifestazione clinica. Anche il controllo con la risonanza magnetica dimostra l’efficacia della molecola nel ridurre la comparsa di lesioni del sistema nervoso rispetto al placebo”. Lo studio Precise, aggiungono gli scienziati, prevedeva un periodo di osservazione di tre anni, “ma già da un’analisi sull’80% dei pazienti si è dimostrata l’efficacia del trattamento, e quindi lo studio è stato interrotto prima. Tutti i pazienti inseriti nel trial, anche quelli che all’inizio avevano assunto un placebo, sono stati quindi trattati con il farmaco attivo”. “Con questo trial - conclude Comi - si è fatto un passo avanti fondamentale nell'approccio a questa patologia. I risultati dimostrano infatti che il trattamento precoce con questo farmaco offre vantaggi significativi, oltre a confermare l'importanza di iniziare la terapia entro tre mesi dall'insorgenza di un quadro clinico che suggerisce la sclerosi multipla”. Fonte: Ansa 18 / 04 / 2008
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