Ferrara: all’Università si studiano gli effetti della musicoterapia sul cervello

Da tempo la Clinica Neurologica dell’Università di Ferrara organizza programmi di attività motoria in cui musica, danza e giochi sono i protagonisti. Musica, udito e cervello sono infatti strettamente collegati. E proprio ‘sulle orecchie del cervello’ stanno lavorando da tempo i neurologi ferraresi guidati da Enrico Granieri, direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Ferrara, Patrik Fazio, Ernesto Gastaldo e gli Specialisti della Promozione dell’attività Motoria, giovani dottori laureati in Scienze Motorie che si occupano della ricerca sull’attività motoria applicata ai disturbi del movimento nelle patologie neurologiche disabilitanti. Si chiama Promot, il ‘Gruppo di Promozione di Attività Motoria applicata alla Patologia Neurologica’, formato da giovani laureati in Scienze motorie che, insieme ai docenti di neurologia, si pongono come obiettivo la ‘Ricerca di una Migliore Qualità di Vita’. Ed è proprio attraverso il coinvolgimento emotivo, i giochi, gli stimoli musicali, la danza che il Gruppo PROMOT dal 2005 studia e applica sui pazienti affetti da malattie neurologiche croniche disabilitanti come il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla, atassie cerebellari, spasticità da varie cause e in particolare da ictus e traumi cranici e spinali, programmi di attività motoria accompagnati dalla terapia musicale e dalla danza. Scopo del programma è proprio quello di allenare e sviluppare, attraverso gli stimoli emotivi provocati dalla musica, le capacità motorie e mentali in quei degenti che le hanno perse a causa di malattie specifiche del sistema nervoso. Le ricerche più rilevanti di questi ultimi anni sono favorite dall’uso di apparecchiature non invasive e si concentrano sulla fisiologia dell’udito per verificare la reazione dei vari soggetti agli stimoli musicali, alla percezione dei toni, dell’intensità e del timbro, del volume e della densità. Aspetto fondamentale del progetto è che le persone coinvolte in queste attività attraverso semplici passi di danza, musica, ritmi, giochi, vengono preparate per svolgere movimenti spontanei che nascono dalla loro risposta emotiva interna. Ricerche, quelle condotte dal gruppo ferrarese che, grazie ai loro risultati, hanno portato l’Università di Ferrara a partecipare lo scorso giugno al Congresso Musica e Neuroscienze in Canada, a Montreal organizzato dalla Fondazione Mariani e dedicato all’interazione tra musica e cervello in condizioni fisiologiche e patologiche. Fonte: AGI 08 / 07 / 2008
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