Giovedì 29 marzo in Campidoglio il consigliere delegato per l'Handicap Ileana Argentin si racconta nelle pagine del suo libro
Un viso di donna immortalato di profilo. I capelli biondi a coprire parte del volto. La bocca semi aperta, quasi a voler gridare tutto ciò che si ha dentro. E’ così che appare la copertina del libro autobiografio di Ileana Argentin, consigliere delegato per l’Handicap del Comune di Roma. Il libro, che viene presentato giovedì 29 marzo alle ore 17 nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, ha un titolo emblematico: “Che bel viso…peccato”. Ancora più eloquente il sottotitolo:”La mia vita con l’handicap”. Il libro muove dall’infanzia di Ileana, alla quale fin da piccola viene diagnosticata una “amiotrofia spinale”, scambiata inizialmente per poliomelite, e arriva fino ad oggi. Senza mai dimenticare il piglio civile, politico, battagliero che ha caratterizzato la sua vita. Lei, sempre in prima linea contro le barriere architettoniche e per i diritti dei disabili, ma anche pienamente consapevole del messaggio contenuto nell’articolo 3 della Costituzione (“Tutti devono essere uguali davanti alla legge al di là delle differenze”). Diessina, classe 1963, consigliere comunale di lungo corso, eletta la prima volta con Francesco Rutelli sindaco nel 1997, Ileana Argentin racconta sé stessa, si apre al mondo. Ma lo fa senza piangersi addosso, anzi. Nelle cento pagine di questolibro mescola ironia ed autoironia. Ma non solo. “Quando hanno a che fare con me - si legge- non devono essere impacciati o necessariamente spavaldi, basta essere spontanei. Dovrebbero imparare dai bambini in questo. Quando vado al supermercato o a fare una passeggiata, i ragazzini fanno domande e mi indicano, le mamme cominciano a tirarli via e a dirgli di stare zitti, ma è un atteggiamento sbagliato. I bambini non sanno e chiedono: basterebbe dare loro una spiegazione”. Nel libro trovano spazio alcuni dei protagonisti della scena politica capitolina: dall’attuale ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli al sindaco di Roma Walter Veltroni. Tra le pagine si ritrovano inoltre spaccati di una certa Roma anni ’70,oltre avizi e virtù di una generazione: scuola media dalle parti di Corso Francia, liceo scientifico XXII, manifestazioni, collettivi, Autonomia operaia, spinelli. E poi la musica: quella romantica di Cladio Baglioni e Francesco De Gregorima quella dai toni più aggressivi dei Led Zeppelin. Tutto questo è “Che bel viso…peccato”. Un libro per far comprendere agli “altri” che, come spiega la stessa Argentin, “la disabilità è uno status di vita, non una malattia”.
Redattore GB
20070327
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