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La petizione di Autismoparliamone su ‘Il Tirreno’

Queste sono le parole di una mamma del portale autismoparliamone, pubblicate dal quotidiano Il Tirreno. “Quando ho visto quel video ho pianto una mattina intera”. Un pugno nello stomaco per chiunque vedere su Internet, alla voce ‘Video Divertenti’, un ragazzo gettato a terra, preso a calci da cinque coetanei mentre sullo schermo appare la scritta ‘Divertiti con l’autismo’, ma per la mamma di un bambino autistico quel filmato è un autentico shock. Lo spiega con semplicità Melisenda Vivaldi, 36 anni, il volto da ragazzina ma una forza da vendere. “Aprire il computer e vedere certe cose ti lacera lo stomaco perchè in quel video potrebbe esserci tuo figlio” - dice la giovane mamma di Rosignano. Suo figlio, nove anni, è autistico. Melisenda sa bene cosa vuol dire soffrire di autismo: dietro questa parola c’è un bambino, una persona con gravi problemi relazionali. Spesso i ragazzi autistici non parlano e dunque, anche se vittime di violenza non possono comunicarlo. E’ questo che fa impazzire i genitori di fronte alle immagini che ultimamente sempre più spesso girano su Youtube. Immagini filmate con i telefonini nelle scuole, in cui il bullo di turno, sempre in gruppo (il branco) prende di mira il ragazzo disabile, il più debole che non può reagire. Un’esibizione amplificata della violenza che rischia di suscitare emulazione tra i giovanissimi. Per questo Melisenda ha deciso di denunciare la situazione. “Credo che sia importante sollevare il problema farlo conoscere all’opinione pubblica - spiega-: è un dovere per un genitore di un bambino handicappato, ma un obbligo morale per tutti, come genitori e cittadini”. Lei, che da anni lotta con tenacia e intelligenza seguendo le terapie più innovative per aiutare suo figlio fa parte di un forum web intitolato Autismoparliamone, realizzato da genitori di figli autistici. Ed è attraverso il forum che la signora Vivaldi è venuta a conoscenza del video. Qualche giorno fa una mamma ha visto il filmato su Youtube e l’ha segnalato all’amministratore del portale del forum. Il quale a sua volta ha cercato di contattare Youtube, ma senza successo. Così ha denunciato il caso all’Indignato speciale, su Canale 5. E sempre attraverso il forum è stata lanciata una petizione per fermare i video discriminanti sui disabili. Anche la petizione gira su Internet (sul sito firmiamo.it). L’obiettivo è quello di creare un filtro un controllo, ma anche di esigere una responsabilità, così come esiste per gli altri mezzi di comunicazione, su ciò che passa in rete. “Questo video mi ha fatto riflettere - dice Melisenda - sul fatto che non c’è nessun controllo; gli utenti che navigano in internet possono denunciare il fatto, ma anche emularlo. Per questo penso che sia un dovere sensibilizzare l’opinione pubblica. Bisogna far capire che non basta rimuovere i filmati, perchè il problema rimane. E resterà finchè ci sarà qualcuno che armato di telefonino avrà la possibilità di umiliare un disabile in mondovisione grazie alla complicità di servizi che non effettuano i necessari controlli delegandolo ai navigatori della rete”. Da qui l’invito e l’appello accorato a firmare la petizione. Serve a questo, è un tentativo per accentrare l’attenzione degli organi ministeriali su un problema che deve trovare una soluzione. E’ assurdo pensare che le cose continuino in questo modo solo perchè ci sono grossi interessi in gioco. Però perché funzioni, perchè qualcosa succeda, perchè gli orrori finiscano c’è bisogno che le persone, la gente comune comprenda cosa c’è in gioco e ci aiuti concretamente firmando la petizione in massa. Nessuno vuole che YouTube, libero video o altri servizi simili chiudano ma semplicemente che i video ricevuti vengano controllati prima di essere avviati alla pubblicazione com’è giusto che sia. Si certo, il problema è sociale e va ricercato in una perdita dei valori e dei buoni sentimenti. Ma dare modo a chi ha perso queste qualità, a chi sembra non avere più un barlume di umanità, di portare all’attenzione del mondo i propri misfatti, non fa che alimentare questi atteggiamenti; i mostri diventano eroi e delle vittime sembra non importare niente a nessuno”. 30 / 11 / 2007

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