La signora Anna denuncia
Leggendo il Vostro impegno a riguardo, Vi invio per conoscenza, la lettera che ho spedito, tra i tanti altri, al Ministro Ferrero e ai vari ministeri e Senatori. Nel mio caso, la legge fiscale in atto risulta discriminante 2 volte, perchè mia figlia viene esclusa sia dall’adeguamento delle pensioni, e, poichè una quota di pensione di reversibilità del padre viene data a suo nome, perde anche la detraibilità fiscale, possedendo dal 2006 un reddito che supera i 2.840 euro/annui, che la rende non più fiscalmente a mio carico, ma il reddito è talmente basso che risulta anche soggetto fiscale incapiente. Vi ringrazio per l’attenzione, Anna C.
“Buongiorno, innanzitutto Vi ringrazio e chiedo scusa per lo sfogo; faccio riferimento al recente decreto, col quale si approva l'aumento delle pensioni di invalidità, a partire dal 2008, MA SOLO PER I DISABILI ULTRA60enni. Sono madre, peraltro vedova da 18 mesi e disoccupata, di una ragazza dolcissima di 26 anni, disabile psichica al 100%. Per me è impensabile trovare un lavoro, a meno che non decida di relegare in un istituto mia figlia, togliendole il calore e la sicurezza della sua casa e della sua famiglia, dove ci sono due fratelli che la coccolano, giocando e scrivendo o colorando con lei. L’altra possibilità sarebbe quella di pagare una persona che possa tutti i giorni in mia assenza, assistere mia figlia, ma così facendo annullo il beneficio economico del mio lavoro. E ho già provato. Con un lavoro part-time, guadagnando circa 480/500 € mensili, non erano sufficienti a pagare una persona adeguatamente capace di assistere mia figlia per sole 5 ore al giorno. Mi chiedo perchè oltre all’handycap, i giovani disabili devono essere discriminati anche economicamente. Quali sono i criteri che vi fanno creare leggi così inique? Forse un/a ragazzo/a disabile ha meno esigenze di un adulto? Forse può farcela con 230 € al mese, ed in qualche caso, con l'accompagnamento, vivere da pascià? Abbiamo sempre pagato le tasse e forse qualcosa in più, come moltissimi italiani poveri. Sarebbe logico pensare che siamo tutti uguali, ma non posso non vedere le discriminazioni che vengono fatte, e non capirne il senso. O forse il criterio di certe leggi sta NELLA SPERANZA CHE MOLTI DEI NOSTRI FIGLI NON ARRIVINO A 60 ANNI! Allora dico: preferisco continuare a mettere vestiti usati, comprare ai ragazzi libri usati, fare gite al posto delle vacanze, ma dare a mia figlia almeno la gioia e la serenità di una famiglia, sperando che superi di gran lunga i 60 anni, perchè la dignità di una persona non viene annullata da una malattia o da un handycap. In ultimo, nel salutarVi, prego che Dio possa darVi la sapienza per guidare il Paese, l’intelligenza per prendere le giuste decisioni nell’amministrare il Paese, perchè, almeno davanti a Lui, siamo tutti uguali. Dio Vi benedica. Cordialmente, Anna S.”.
21 settembre 2007
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