Medicina, sclerosi multipla: scoperto gene ritarda-malattia

Studiosi dell’Istituto di Neurologia dell’Università di Sassari, guidati da Giulio Rosati, preside della Facoltà di Medicina, hanno scoperto un gene benigno presente all’interno di un cromosoma che ritarda il decorso della sclerosi multipla e che in futuro potrebbe consentire di curare le forme più virulente di tale malattia. I ricercatori Stefano Sotgiu e Maura Pugliatti hanno condotto gli studi insieme ai laboratori del Dipartimento di Neurologia dell’Università di Oxford ed hanno pubblicato i risultati della ricerca sull’ultimo numero della rivista di medicina ‘Proceedings national Academy of Science’. In sostanza sono stati monitorati 500 casi fra la Sardegna (che nel bacino del Mediterraneo è la regione con il maggior numero di malati rispetto alla popolazione: 150 casi ogni 100 mila abitanti contro, ad esempio, i 53 del centro Italia) e Oxford. Fra le ipotesi vi è quello legato al corredo genetico della popolazione sarda: da qui lo studio che ha portato ad osservare che i pazienti con la forma ‘benigna’ di malattia (cioè poco disabilitante in 15 anni) posseggono dei geni ‘protettivi’ all’interno del cromosoma 6 chiamati HLA-DRB1. Geni che non sono presenti nei pazienti con decorso più veloce ed invalidante. Secondo i ricercatori, una diagnosi tempestiva potrà consentire di individuare la terapia più adeguata per il paziente e in un futuro prossimo si potrebbe pensare anche a rafforzare ‘i geni della benignità’ nelle persone affette da questa malattia. Fonte: ANSA 05 / 01 / 2008
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