Non vedenti: Fausto Bertinotti a ‘cena al buio’
“Vi assicuro che questo viaggio nel buio mi ha reso certamente più sensibile ai vostri argomenti ealle vostre ragioni”: così il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha concluso un suo piccolo intervento nel corso della “Cena al buio”, organizzata martedì scorso a Roma dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Il titolare di Montecitorio, sempre parlando al buio ai commensali, ha ammesso di aver accettato l’invito “perché non si poteva rifiutare. Sarebbe stato un po’ ignobile sottrarmi ad una sollecitazione così evidente di solidarietà”. “Me la sono fatta piacere -
ha aggiunto - mi sono detto, per farmi coraggio, che sarebbe stata un’esperienza interessante. Sono venuto con molta apprensione - ha detto - ma devo dire che poi la tensione si è molto sciolta”. “Questa esperienza di buio - ha detto ancora - mi è quindi sembrata meno difficile di come l’immaginassi prima di cominciare”. Il presidente della Camera ha ammesso che “si chiacchiera tanto, e io lo faccio spesso, sul valore
della diversità, su come l’altro diverso da te ti arricchisca. Ma poi facciamo troppo poco per conoscere il linguaggio del diverso”. Secondo Bertinotti, le istituzioni repubblicane “per essere anche fedeli ad uno degli articoli più straordinari della nostra Costituzione, quello secondo cui la Repubblica deve lavorare per rimuovere tutti gli ostacoli che si frappongono al libero sviluppo della personalità umana”, dovrebbero conoscere le culture di chi è diverso. “Noi vedenti facciamo troppo poco per conoscerle, e cosìanche le istituzioni - ha detto - Le istituzioni invece possono farvi sentire meno soli”. Alla cena al buio, organizzata presso il circolo Montecitorio, hanno partecipato, oltre a Bertinotti, alcuni parlamentari e due sottosegretarie: Cristina De Luca e Franca Donaggio, della Solidarietà sociale. L’iniziativa, giunta alla seconda edizione a livello nazionale, è nata - hanno spiegato gli organizzatori - da un gioco: un gruppo di amici che chiedevano cosa si potesse fare per aiutare le persone cieche. E così è stata mutuata dall’estero, dove già esisteva, l’idea della cena al buio dove vedenti e non vedenti sono accomunati dall’esperienza di non poter contare sui proprio occhi. Fonte: ANSA
24 / 11 / 2007
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