Pistorius: Pancalli, “Si è aperto un percorso”

“La partecipazione di Pistorius al Golden Gala a Roma non ci interessava per il risultato ma per l’impatto che avrebbe creato e per quello che poi è realmente accaduto dopo”. Così il presidente del Comitato Paralimpico e vicepresidente del Coni Luca Pancalli è intervenuto alla trasmissione di La7 “Otto e mezzo” in merito al caso Pistorius, dopo che il Tas (Tribunale per l’arbitrato sportivo) ha ribaltato la decisione della Iaaf di cinque mesi fa, consentendogli di prendere parte a tutti gli eventi organizzati dalla Federazione internazionale di Atletica e di gareggiare assieme ai normodotati. “Lo sport è rispetto della regola - continua Pancalli - Ogni qualvolta che nel mondo dello sport ci si deve confrontare con qualcosa di nuovo sarebbe anormale non avere diffidenza. Il problema non è tanto se la tecnologia sia compatibile o meno ma quanto regolamentare la tecnologia. In questo caso noi e Oscar per primo abbiamo chiesto che venisse valutata la situazione nei suoi aspetti tecnici, ovvero se come sosteneva la Iaff l’uso delle protesi poteva costituire un vantaggio, ovvero se dava maggiore energia rispetto all’arto umano. Non si è capito che nel caso di Pistorius la protesi compensa qualcosa che manca ma non aggiunge nulla. Posto che la sentenza del Tas riguarda il caso di Pistorius, altro problema è oggi la necessità di regolamentare, così come si è fatto per i costumi, per le biciclette e in altri sport per l’uso della tecnoclogie”. “Oscar - prosegue Pancalli - è un ragazzo eccezionale, un atleta innamorato dello sport e mi auguro che adesso sappia rimanere quell’atleta puro che rincorreva un sogno e possa non essere circondato da chi lo porti verso altri interessi. Oscar ha avuto il merito di essere testardo e ha affrontato in prima persona qualcosa che altri non avrebbero avuto il coraggio di affrontare. Gli esempi di questi avvicinamenti di confini ci sono sempre stati, il caso Pistorius è stato trattato diversamente perchè c’era la tecnologia di mezzo. Nel mondo paralimpico già esisteva la polemica tra gli stessi ragazzi disabili perrche si diceva che Oscar, avendo un’amputazione ad entrambi gli arti, fosse avvanttaggiato rispetto a chi ha solo un arto. Non escluso un atteggiamento buonista da parte del Tas, ma non mi interessa, l’importante è che se ne sia parlato e che ora Pistorius abbia la possibilità di confrontarsi con un suo limite. Quello che era giusto fare era consentire pari opportunità. Ricordiamoci che Oscar deve comunque fare il limite per qualificarsi, sarebbe stato peggio se sull’onda delle emozioni gli fosse stato consentito di andare direttamente a Pechino. Certamente si è aperto un persorso e adesso si amplificherà una discussione sull’uso della tecniologia”. Fonte: ITALPRESS 20 / 05 / 2008
diventa amico di questo sito su Facebook
conoscerai gli autori del network e gli altri lettori