Psoriasi: domenica la quarta Giornata Mondiale “Non si muore di psoriasi, ma si muore dentro. Per l’indifferenza e i pregiudizi della gente, per chi non vuole stringerti la mano, per i genitori che dicono al figlio di stare lontano dal malato”. E’ il dramma dei malati di psoriasi, raccontato da Mara Maccarone, presidente di Adipso, l’associazione dei malati che per domenica 28 ottobre promuove in Italia la quarta Giornata Mondiale della psoriasi, che coinvolgerà oltre 30 città con dermatologi e volontari a disposizione dei cittadini per fornire informazioni e materiale divulgativo su psoriasi e artrite psoriasica. Malattie che hanno poca risonanza mediatica, forse “proprio perché non si muore” - come sottolinea Maccarone, ma di grande diffusione: nel mondo colpiscono 130 milioni di persone, 2,5 milioni solo in Italia. L’edizione 2007 della Giornata Mondiale intende approfondire il tema “Migliorare l’assistenza al paziente” e ha l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni, affinchè venga offerta ai malati l’opportunità di usufruire delle cure più adeguate all’interno dei centri Psocare, specializzati nel trattamento della psoriasi, con una possibilità di accesso alle terapie che sia uniforme e costante su tutto il territorio nazionale. “Non offrire a tutti i cittadini italiani la stessa opportunità di usufruire delle terapie migliori è anticostituzionale - sottolinea Maccarone - e interrompere una cura efficace ad una persona che si sta curando da mesi può essere devastante, anche sul piano psicologico. Inoltre, la disparità nella disponibilità delle terapie comporta un maggior costo per il Servizio Sanitario Nazionale, perchè un malato può ricevere le cure in una regione dove sono disponibili ma poi la regione di residenza del paziente deve rimborsarne il costo, con il risultato di far lievitare la spesa della terapia del 30%”. Una nuova frontiera nella cura della malattia è rappresentata dai farmaci biologici, che hanno la funzione di modulare i meccanismi bio-chimici che procurano la psoriasi, consentendo una grande selettività d’azione e quindi una riduzione degli effetti collaterali. “I farmaci biologici - conferma Maccarone - hanno effetti molto importanti: chi non camminava cammina, chi era ricoperto di squame si desquama, l’unico problema è che costano molto, e alcune regioni per risparmiare smettono la terapia”. “La psoriasi ha un andamento cronico e recidivante - ricorda il Professor Sergio Chimenti, Direttore della Clinica Dermatologica dell’Università Tor Vergata di Roma - ma attualmente, grazie anche alle nuove terapie biologiche, è possibile tenere la malattia sotto controllo a lungo termine e con minori effetti collaterali, rispetto alle terapie tradizionali ed evitare così il ripresentarsi dei sintomi per periodi di tempo piuttosto lunghi. Studi clinici hanno dimostrato proprio come queste nuove terapie siano efficaci e ben tollerate nel lungo termine”. Fonte: AGI
26 / 10 / 2007
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