Elezioni: Roberta Sibaud scrive a Gianni Alemanno

Caro Giovanni, non ricordo dove ci siamo conosciuti, ma se tu dici che ci conosciamo da sempre, ci credo. Mi fa piacere che pure tu sei di Roma la mia città, e che conosci le nostre strade una per una, ma forse ti stai sbagliando se mi dici che hai diviso con me le stagioni difficili e le speranze, i disagi e le poche gioie di un luogo senza eguali al mondo. Sono di AN da sempre ma ora in tutta coscienza non ti nascondo il mio disappunto e una motivata angoscia. Ho 50 anni e forse è la fatica che faccio ogni giorno per sopravvivere con la mia amica Sclerosi Multipla che non mi fa ricordare di te. Quando sono costretta a farmi scarrozzare in mezzo alla strada, sfidando ogni giorno la morte, perchè i marciapiedi sono trincee senza scivoli e quando ci sono hanno un’automobile di un normodotato che non si accorge dello scivolo, non si accorge di me e della mia sedia a ruote o se mi vede pensa che tanto ho tempo da perdere, sto pure seduta!! E parliamo di crescita civile, dovrebbero insegnarla di nuovo ai bambini alle elementari l’educazione civica con l’augurio domani di diventare Uomini migliori!! E poi non c’eri l’altro giorno quando ho tentato di entrare nel maestoso ufficio postale di Piazza Bologna (in questo quartiere sono nata e vivo). Speravo che sul retro ci fosse un ingresso a norma senza barriere architettoniche. Macchè, capisco che l’ingresso principale è realizzato da scale e l’accesso per noi disabili deturperebbe l’architettonicità del palazzo storico, ma dietro, nascosti, senza far vedere a tutti le nostre debolezze potrebbero metterla una pedana sollevatrice? I gentilissimi dirigenti postali sono scesi per scusarsi del disagio e li ringrazio, ma la mia dignità ogni volta subisce un duro colpo. E’ possibile che le Belle Arti non consentano di adeguare l’ufficio postale? E’ una legge del mio stato Italiano, al quale io pago con solerzia le tasse. E’ stato costruito un ascensore all’Altare della Patria e l’ufficio postale non si può toccare. E poi non ti vedo quando attendo la linea dell’autobus 61 o 310 e altri, augurandomi di trovare il mezzo munito di pedana sollevatrice e funzionante o con autista che sappia farla funzionare. (è successo anche questo!!!). Ho chiesto info ai vari Car Sharing, ma non hanno mezzi né per il trasporto né per la guida per il disabile. Ho la patente speciale ma le auto attrezzate per noi, costano uno sproposito, malgrado l’IVA agevolata e il 20% di contributo. E quando vado al bancomat costretta a far conoscere il mio pin a porci e cani, perché dal mio metro e mezzo, sono irraggiungibili. Tu scrivi che Roma è di fronte a un bivio, ma ti faccio una confidenza: sono io e tanti altri come me ad essere di fronte ad un bivio, ci sentiamo destabilizzati e soli, tra burocrazia che ha tempi di gestazione biblici, la noncuranza delle istituzioni preposte a facilitarci la vita etc etc. Aspettiamo fiduciosamente come sempre delle risposte che non arrivano mai. Di propaganda elettorale in questi giorni me ne arriva tanta, di personaggi lontani dal nostro network, che posso solo vedere in televisione o vedere sui manifesti della mia città, dove leggo promesse, impegni, parole d’onore; mi sembra di vivere nel Paese del Mulino Bianco in questi giorni, tutti buoni, tutti fratelli e poi mi sveglierò il 15 aprile senza più Mulino Bianco sempre trascurata e con gli stessi atavici problemi. Oggi è sabato e sono costretta a casa e pure domani e voglio farti ancora una confidenza. anche se concorri per la carica a Sindaco di Roma e penserai tra te e te che non puoi fare niente, ma sei un politico e hai la possibilità di parlare con tanta gente politica come te. Noi disabili affetti da sclerosi multipla (la mia) o dalla mortale SLA in Italia siamo circa 70.000 (un esercito) e poi c’è il Parkinson l’Alzheimer e preghiamo ogni giorno affinché possano essere avviate sperimentazioni per le malattie neurodegenerative per salvarci la vita che un domani POTREBBE ESSERE LA VITA DI TUTTI (Faccio la cattiva: ricordiamoci tutti insieme che queste malattie vedi la mortale SLA o l’odiosa e invalidante Sclerosi Multipla, (la mia), non hanno prevenzione, non hanno cura, non hanno colore, ceto sociale, bellezza, età) e tanta gente pensa siano malattie RARE, ma ti invito a credere che non sono più così RARE...e poi si muore e sapere di essere ad un passo dalla guarigione con le CELLULE STAMINALI e percepire che questo magico momento si allontana sempre più perché in Italia, nel mio Paese si trova di tutto ma non si trovano i soldi per la ricerca sulle cellule staminali, è desolante. Se la ASL alla quale appartengo (Via dei Frentani) avesse un ascensore nel quale poter entrare con le mie ‘due ruote’! Se il parco pulmini del Comune di Roma fosse sufficiente a soddisfare le richieste dei tanti invalidi!! Se ci fossero dei taxi adeguati alle esigenze dei disabili in carrozzina per il sabato, la domenica o per le festività, non ci sentiremmo agli arresti domiciliari!! Forse non avremmo bisogno di essere accompagnati, spinti, ‘scarrozzati’ secondo legge e non avremmo neanche bisogno di ricorrere a istituzioni organizzate (o male organizzate) del Comune per VIVERE dignitosamente. Questa lettera è dettata dal profondo disagio che la mia condizione di invalida mi impone. Disagio esasperato dalla noncuranza e disinteresse delle persone ‘preposte’ ad aiutarci e che noi ci accingiamo a votare!!!!!!!! Queste mie parole, oltre ad UN GRIDO DI INDIGNAZIONE, sono in realtà un grido di aiuto, una richiesta di solidarientà, di condivisione per portare avanti ed innalzare il livello di comunicazione per i nostri problemi. Ora ti saluto e che Dio ci aiuti. Roberta Sibaud 08 / 04 / 2008
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