Roma, ci scrive la signora Celeste 
“Non so se questa lettera arriverà mai al sindaco di Roma, sono la portavoce di una famiglia disperata, la sorella di un ragazzo che da qualche anno ha un glaucoma a tutti e due gli occhi e ormai destinato a diventare cieco. La cosa che vorrei chiedere al sindaco non è un miracolo, ma il diritto al lavoro, visto che mio fratello ha lavorato per tanti anni come autista all'intermetro che poi è fallito, ha cercato di aprirsi una attività in proprio con l'aiuto di mio padre pensionato per la durata di due anni, ma i guadagni non coprivano le spese, dopo di chè, in seguito ad un disturbo visivo, l'amara sorpresa della malattia a tutti e due gli occhi, alla quale è stata riconosciuta l'invalidità, ma mio fratello è del 1962 e quindi ancora giovane, è sposato e ha due figli da crescere, chiede solo di lavorare per aiutare la sua famiglia, rendersi utile e riempire le giornate, per non impazzire. Chiedo al Sindaco quali sono le strade per trovare il lavoro ad un invalido o con handicap senza un titolo di studio, visto che ad ogni porta alla quale bussiamo ci rispondono di portare il diploma, e quindi a nessuno interessa la gravità della situazione e il bisogno che mio fratello ha di lavorare. Visto tutto quello che si sta facendo per gli stranieri è meritevole da parte vostra, ma ci sono tanti italiani abbandonati a sè stessi e senza considerazione da parte dello stato.CHIUNQUE VOGLIA RISPONDERMI, LA MIA EMAIL E’ thxcelli@libero.it Grazie, Celeste”. 07 / 05 / 2008
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