Sanità: malati Sla, appello al ministro Turco
Un appello a Livia Turco, ministro della Salute, perché venga approvato un decreto che consenta a personale non sanitario, adeguatamente formato, di praticare l’aspirazione endotracheale a domicilio anche in assenza di medici e infermieri professionali. A chiederlo sono i malati di Sclerosi laterale amiotrofica (SLA) attraverso l’associazione ‘Viva la Vita’, che si occupa di assistenza domiciliare, ma anche per voce degli pneumologi ospedalieri (Aipo) e dei collegi degli infermieri (Ipasvi). Quando la Sla è in fase avanzata, dopo la tracheotomia è necessario fare la ‘broncoaspirazione’ fino a 20 volte al giorno, “ma è una pratica - spiega Mauro Pichezzi, presidente di Viva la Vita - che la legge italiana riserva al personale sanitario. Nella quotidianità familiari e badanti trovano soluzioni ‘pratiche’. Il decreto sarebbe un passo indispensabile per garantire a questi malati cronici, ma non terminali, il diritto di vivere nella loro casa, con i propri cari”. Secondo l’associazione per garantire l’assistenza “nella legalità” le Asl dovrebbero fornire infermieri 24 ore su 24 con una spesa dicirca “200 mila euro l’anno per ogni malato”. La proposta è allora quella di un decreto sul modello francese, che da 10 anni consente al personale non sanitario di praticare la broncoaspirazione a casa dei pazienti. “Sarebbe - conclude Franco Pasqua, segretario dell’Aipo - un importante passo verso un modello evoluto di assistenza”. Fonte:Ansa
29 / 02 / 2008
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