Sicilia, guida Anffas contro discriminazioni

L’Anffas presenta una nuova ‘Guida operativa contro le discriminazioni delle persone con disabilità’ redatta dal comitato scientifico diretto dalla presidente Gabriella D’Acquisto e rivolta a genitori, associazioni e operatori giudiziari. ‘Subire una discriminazione - è scritto nella guida - non è colpa di un modo di essere della vittima, ma della meschinità di un modo di fare del soggetto agente colpevole. E se non si denuncia la violenza subita, non si può pretendere che simili fatti vengano stigmatizzati e puniti dalla società. Insomma, non è corretto discriminarsi (due volte) nel sottacere la condotta discriminatoria subita senza rivendicarne tutela e pretenderne sanzione. E non già per spirito di vendetta, ma per quello più profondo e democratico di giustizia’. ‘Si avverte una certa ‘preoccupazione’ (se non persino ritrosia) verso il concetto di discriminazione anche da parte delle stesse persone con disabilità (potenziali beneficiari) - dice Giovanni Provvidenza, consigliere Anffas onlus Sicilia -. Visto che, infatti, dal 2006 (data di promulgazione della legge che tutela dalle discriminazioni) ad oggi, nessun provvedimento dell’autorità giudiziaria risulta emanato ai sensi di questa normativa, mi risulta difficile credere che nessuna persona con disabilità sia stata mai vittima di discriminazione negli ultimi due anni. Dire, sapere o denunciare di essere stati discriminati, insomma, pare che determini nella persona con disabilità (e nei suoi familiari) la stessa preoccupazione e ritrosia che determinava nella donna il denunciare la violenza sessuale subita’. ‘Il lavoro è una guida operativa finalizzata a una maggiore consapevolezza della materia, a indurre un maggior coraggio nel non subire tacitamente e nel non ritenersi soli o confusi - spiega l’avvocato Francesco Marcellino - . La meschinità colpisce laddove sussiste solitudine e confusione. La consapevolezza e la conoscenza rappresentano, invece, uno strumento di tutela personale e di diffusione della cultura del rispetto e dell’uguaglianza’. Nella guida vengono elencate in maniera dettagliata tutte le tipologie di discriminazione in violazione del principio di parità di trattamento. ‘Si ha discriminazione diretta quando, per motivi connessi alla disabilità, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia stata o sarebbe trattata una persona non disabile in situazione analoga. Si ha discriminazione indiretta quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono una persona con disabilitàin una posizione di svantaggio rispetto ad altre persone - riporta ancora la guida - . Sono, altresì, considerate come discriminazioni le molestie, ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti’. Una trattazione a parte ha anche la cosiddetta discriminazione ambientale, ovvero quella discriminazione legata all’ambiente di intimidazione, di umiliazione e di ostilità creata verso la persona con disabilità. E’ in questo ambito che l’opera di aiuto e sostegno della famiglia, del mondo dell’associazionismo e degli operatori giudiziari deve essere più presente e professionale’. Fonte: Dire 18 / 09 / 2008
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