Testamento biologico: scontro Englaro-Pdl. Marino, Pd “Totale chiusura da maggioranza” 
Chi pensava che la morte della figlia lo avrebbe fatto desistere dal combattere si è dovuto ricredere. Beppino Englaro, padre di Eluana, ha tutta l’intenzione di proseguire la sua battaglia. L’uomo parteciperà alla manifestazione ‘Sì alla vita, no alla tortura di Stato’, in programma domani a Roma in piazza Farnese. Lo farà attraverso un collegamento telefonico perché – spiega Englaro – “i cittadini, che hanno le idee molto più chiare dei nostri parlamentari, devono tutelare i propri diritti fondamentali che questa legge mette in discussione preparando il terreno per un vero e proprio Stato etico”. Se la legge sul testamento biologico in discussione in parlamento dovesse essere approvata (legge che lui stesso definisce ‘una barbarie’, ‘assurda e incostituzionale) Englaro si augura una rapida abrogazione da parte della Corte costituzionale oppure quella del referendum sarà una via obbligata, vista quella che definisce la “manifesta anticostituzionalità” di una legge che nega le libertà fondamentali dei cittadinì. “La decisione sulla propria vita deve essere affidata a chi la vive” - ha concluso Beppino Englaro. Al padre di Eluana ha immediatamente replicato il Pdl. “Rattristano le parole di Beppino Englaro, che ha definito una barbarie il disegno di legge sul testamento biologico ancora in discussione al Senato e ha così offeso gratuitamente il Parlamento” - si legge in una nota congiunta di Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, capogruppo e vicecapogruppo vicario del PdL al Senato. “Anche perchè - prosegue la nota - il ddl Calabrò ha raccolto fino ad ora consensi e aperture di credito che vanno ben oltre la maggioranza che sostiene il governo. Un dramma personale, come certamente è stato quello di Eluana Englaro, non può essere usato per coprire un disegno politico. L’impressione, invece - concludono Gasparri e Quagliariello - è che il polverone che si sta sollevando contro il disegno di legge serva ad impedire un dibattito sui contenuti nella chiarezza delle rispettive posizioni, per non dire apertamente cos’è che si vuole in realtà: l’introduzione dell’eutanasia nel nostro Paese”. Intanto Ignazio Marino (Pd), membro della commissione Sanitàdel Senato, al termine della votazione con cui la commissione ha scelto il ddl Calabrò come testo base di lavoro, ha affermato: “Il relatore del ddl sul testamento biologico, Raffaele Calabrò, ha detto no a tutti i punti da me indicati, su cui c’è disponibilità a lavorare da parte dell’opposizione. Se questo è l’atteggiamento, ne prendiamo atto e ci daremo da fare per portare avanti un'azione di contrasto parlamentare rigorosa con tutti gli strumenti a disposizione”. “Il mio discorso – ha spiegato Marino - è stato di grande apertura e disponibilità e sono rimasto molto sorpreso dal riscontrare una totale chiusura da parte del senatore Calabrò”. Tra i vari punti di lavoro indicati da Marino vi è quello che riguarda il nodo della nutrizione ed idratazione, l’inserimento di articoli sui disabili e la terapia del dolore, e “il fatto che il peso della maggioranza rende di fatto reato la disattivazione di qualsiasi atto sanitario che consenta la morte del paziente. C’è stato detto di no su tutto – ha concluso - ma noi non molliamo e il capogruppo dovrà prendere una decisione”. Fonti: www.corriere.it e Ansa 20 / 02 / 2009
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