Al Torino Film Festival, da Oslo il pensiero negativo che salva

Ha tutta la forza dell’ironia e della provocazione grottesca la dark commedy di Bard Breien Kunsten a tenke nagativt (The art of negative thinking) in concorso al Torino Film Festival, la manifestazione cinematografica in corso nel capoluogo piemontese fino al prossimo 1 dicembre. Alla prima, ieri sera, l’opera norvegese è stata accolta dal pubblico con un convinto e fragoroso applauso e anche durante la proiezione più volte gli spettatori hanno riso e manifestato apprezzamento. La pellicola racconta la storia di Geirr, un incattivito disabile grave obbligato dalla moglie a partecipare a un gruppo di auto-aiuto che dovrebbe insegnargli a pensare positivo. Sarà lui, invece, a trasformare questa seduta, che si svolge nella sua villetta, in un momento di catarsi collettiva in cui tutti, compresa la psicologa che guida lo stage, tirano fuori la loro angoscia repressa. “Volevo demolire gli stereotipi di cui sono vittime le persone con handicap - ha spiegato il regista e sceneggiatore incontrando gli spettatori - che il più delle volte vengono compatiti in modo bigotto”. “Non risolverai mai nessun problema finchè non imparerai l’arte del pensiero negativo”: è la massima con cui il protagonista, interpretato da Fridjov Saheim, riassume alla psicologa (che in 24 ore ha visto naufragare l’intero progetto terapeutico) il senso di questa sua sconfitta. “Il senso è che devi toccare il fondo per poi risalire - ha detto Breien - e che i risultati positivi li ottieni solo quando si smette di cercare di essere perfetti e si prende a seguire i propri istinti negativi”. Così il sorriso di plastica che Marte riserva al marito responsabile della sua paraplegia diventa un fiume di parole di odio e la parrucca della casalinga depressa Lillemor finisce sulla testa Asbjorn, annichilito da un ictus e mille disgrazie. La ricetta del ‘pensiero negativo’ si rivelerà vincente per tutti, disabili e no. Fonte: ANSA 25 / 11 / 2007
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