Valle d’Aosta: nel settore alberghi nuove possibilità di lavoro

Il settore alberghiero, motore dell’economia valdostana, può conciliare finalità di profitto e impegno sociale. E’ stato dimostrato dal progetto “In albergo si può”, che ha permesso l’inserimento lavorativo in cinque strutture ricettive della Valle di altrettanti disabili psichici. L’iniziativa, avviata nel gennaio del 2007 e cofinanziata tramite il Fondo sociale europeo, è stata attuata dal Consorzio Trait d’Union, con la partnership dell’Agenzia regionale del Lavoro, dell’Assessorato regionale alle Politiche sociali, dell’Associazione degli albergatori valdostani. Dei cinque candidati selezionati, tre uomini e due donne di età compresa tra i 23 e i 42 anni, uno ha già ottenuto un contratto part-time, mentre altri tre non hanno ancora concluso lo stage. “Il bilancio è positivo - ha dichiarato Paola Davico, dirigente del Servizio regionale disabili - abbiamo avviato un’opera di sensibilizzazione volta a promuovere la disabilità come una risorsa, non come un vincolo”. Il progetto, dopo la fase di formalizzazione e di selezione, ha previsto momenti di orientamento e di tirocinio. Nel corso di laboratori, svoltisi nella Casa per Ferie di Champorcher, i candidati sono stati preparati alle future mansioni; nel tirocinio, i partecipanti sono stati inseriti nelle strutture alberghiere. “Il progetto segue la strada giusta per l’inserimento professionale dei disabili, con un’interazione tra pubblico e privato - ha commentato Luciano Caveri, presidente della Regione - dobbiamo darci da fare per rispondere alle esigenze di lavoro molto diversificate delle persone disabili: in questo senso va anche la legge sulla disabilità appena approvata in Consiglio regionale”. A oggi gli iscritti alle liste di collocamento mirato sono circa 500, ma la disponibilità di posti è risicata. La Pubblica amministrazione, superando di 77 unità la quota d’obbligo (la base di conto è di 230 dipendenti disabili), è ormai satura. Fonte: Ansa 20 / 05 / 2008
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